If we were moved by peace…

As long as we continue to close our eyes not to see the truth, we will remain as blind to sense and unable to solve any issue. Blindness has become the measure of our existence as if not seeing we could imagine to set far from us the many questions our attitude is arousing in the deepest and hidden part of what remains in us of our original freedom.

This blindness is the worst tragedy we could think to perform, because it becomes the general vision in any relationship from the most detached to the nearest ones. Because blind we don’t want to see the role we have in the modern disasters of our daily life, because blind we pretend to be protected from the harm others can give us without we think at least once how horrible and perilous is the damage we are producing to others’ lives.

The simplest has become the most difficult: peace has been substituted and overcome by the instinct to fight and make wars.

Peace is not only the absence of war. Peace is the inner concern for life and creature as a whole. Peace has to be built not bought. I can even suppose that also economy would change in better if we stopped to use it to abuse the others.

Peace is the question and the answer, peace is a choice and a proposal, peace is a chance and an opportunity, peace is a route as well as a destination.

If we were moved by peace, many of the things we do would disappear leaving us the joy of joining the others in their research and conquest as they have the occasion to meet and exchange with us a common feeling and a common sense.

 

Fino a quando continueremo a tenere gli occhi chiusi per non vedere la verità, saremo come ciechi al senso e incapaci di risolvere qualsiasi problema. La cecità è divenuta la misura della nostra esistenza come se, non vedendo, potessimo tenerci lontani dalle molte domande che il nostro comportamento sta facendo sorgere nella parte più profonda e nascosta di quello che resta della nostra libertà originaria.

Questa cecità è la peggiore tragedia che avremmo mai pensato di rappresentare, poiché essa diviene la visione generale di qualsiasi relazione dalla più distaccata a quella più vicina. In quanto ciechi non vogliamo vedere il ruolo che abbiamo nei moderni disastri del nostro quotidiano, in quanto ciechi pretendiamo di essere protetti dal male che gli altri possono procurarci senza mai pensare almeno una volta quanto sia pericoloso e danno quello che noi stiamo facendo alla vita degli altri.

Le cose più semplici sono diventate le più difficili: la pace è stata vinta e sostituita dall’istinto alla lotta e dal fare le guerre.

La pace non è solo l’assenza di guerre. La pace è la preoccupazione interiore per la vita e per le creature nella loro completezza. La pace deve essere costruita non comprata. Credo che persino l’economia cambierebbe in meglio se smettessimo di usarla per abusare degli altri.

La pace è la domanda e la risposta, è la scelta e la proposta, è una chance e un’opportunità, è la rotta e la destinazione.

Se fossimo mossi dalla pace, molte delle cose che facciamo sparirebbero lasciandoci la gioia di unirci agli altri nella loro ricerca e conquista come gli altri avrebbero l’occasione di incontrarci e di scambiare con noi un sentimento comune e un comune senso.

 

 

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