The lost land

Our lost land is not very far from Thomas Stearns Eliot’s The Waste Land (1922). It is a place where we continue to live though we have abandoned the thought of it and its concern. It is a physical place where the Earth is despised and waste by its inhabitants, but it is also the place of the interior discomfort in front of a life people don’t like but live as a bad custom or habit.

What is lost? Everything we have stopped to believe as possible because we have been deprived and forcibly disconnected from its meaning. What has been lost is the thought we can change and make the difference. What has been lost is the power of creation in the forms and sense of sharing and growth.

We have been using our inner and outer landscapes as an empty grave waiting for us to be burned instead of fires of knowledge to be burnt. In the eager desire to live in a present where we should be the protagonist of everything, we have lost the scent of the future where, though we would not be there to be seen, we know we should have the opportunity to be recognized as people who have given their own answer to the life’s requests.

Because we started to affirm the importance of the present, and important it is, we have annihilated the time, the past to give fundaments to our approval or dissent, and also the future to give a meaning and a route to the choices we have made. The present is an important time, but it is exhausted in the moment you think of it. While you realize your present, it has already become the past for you as well as for the others.

What we lack, and probably some miss, is the ability to project and give a following to our belief. That is, the interior awareness that everything which exists is not because of us, but because we could share and let it go free in favor of others. Not the possess, but freedom will give each of us a land we should never waste and lose.

If you love somebody and something set them free.

 

La nostra terra perduta non è molto lontana dalla Terra desolata (1922) di Thomas Stearns Eliot. È un luogo in cui continuiamo a vivere sebbene ne abbiamo smarrito il pensiero e non ce ne preoccupiamo. È un luogo fisico dove la Terra è disprezzata e abbandonata dai suoi abitanti, ma è anche il luogo del nostro sconforto interiore dinanzi a una vita che le persone non amano ma vivono per abitudine e usanza.

Che cosa è perduto? Tutto ciò che abbiamo smesso di credere possibile perché siamo stato privati e forzatamente disconnessi dal suo significato. Ciò che è stato perso è il pensiero di poter cambiare e fare la differenza. Ciò che è stato perso è il potere della creazione nelle forme e nel senso della condivisione e della crescita.

Abbiamo usato i nostri paesaggi interiori ed esteriori come una tomba vuota che aspetta la nostra sepoltura invece che come fuochi con cui accendere la conoscenza. Nell’ansioso desiderio di vivere in un presente in cui potessimo essere i protagonisti di tutto, abbiamo perso l’aroma del futuro in cui, sebbene non saremo lì per essere visti, sappiamo che avremmo l’opportunità di essere riconosciuti come persone che hanno dato una propria risposta alle richieste della vita. 

Poiché abbiamo incominciato ad asserire l’importanza del presente, ed è importante, abbiamo annullato il tempo, il passato per gettare le basi della nostra approvazione o dissenso, il futuro per dare un significato e una rotta alle scelte che abbiamo fatto. Il presente è un tempo importante, ma si esaurisce nell’attimo in cui lo pensi. Mentre comprendi il presente, esso è già divenuto passato per te come per gli altri.

Ciò di cui manchiamo, e di cui forse alcuni sentono la mancanza, è la capacità di progettare e di dare un seguito a ciò in cui crediamo. Cioè,  la consapevolezza interiore che tutto ciò che esiste non è per noi, ma perché noi la possiamo condividere e lasciare libera di andare in favore degli altri. Non il possesso ma la libertà darà a ciascuno una terra che non perderemo né abbandoneremo mai.

Quando si ama si lascia liberi.

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