I will not surrender

I will not stop to give a voice to the stories of abused women despite this could be boring for someone, indeed for this reason I will speak of them even more.

In those stories there are plenty of voices to be listened to beyond the victim’s one -the sons, the parents, the relatives, the neighbors- voices which too often are silent to observe or disguise the truth and try to believe it is not real.

Above all, we should move the voices of silence, those one should ask “what about if it had occurred to you?”.

As a consequence of my novel ?Don’t Climb Over the Wall’ (Nulla Die, 2018 and in Italian ‘Non scavalcare quel muro’, 2018) there are many women and also men voices who have started to write me and tell of themselves or others.

The evidence of the isolation where the women victims who denounce and become even more isolated and put to risk is really scandalous and disturbing. In front of this, because of my human and intellectual honesty, I can but continuing to be a voice and in my short trying to offer the active-listening support.

There is still too much to do and feel offended, as everyone should feel, by every attempt to cross through the problem without solving it.

Life is at a stake, not the life is a game.

 

Non smetterò di dare voce alle storie di donne maltrattate nonostante dia fastidio a qualcuno, anzi proprio per questo lo farò ancora di più.

In quelle storie ci sono tante voci da ascoltare oltre quella della vittima -i figli, i genitori, i parenti, i vicini- voci che troppo spesso restano in silenzio a guardare o si scherniscono e cercano di convincersi che non sia vero.

Soprattutto sono le voci del silenzio che bisogna smuovere, quelle a cui domandare “e se fosse successo a voi?”.

Come conseguenza al mio romanzo “Non scavalcare quel muro” (Nulla die, 2017 e in seguito in inglese ‘Don’t Climb Over That Wall, 2018), sono molte le voci di donne e anche uomini che hanno cominciato a scrivermi e a raccontarsi o raccontare.

L’evidenza dell’isolamento delle donne vittime che denunciano e restano ancora più isolate e messe a rischio è scandalosa e inquietante. Dinanzi a questo, per onestà intellettuale e umana, non posso che continuare a essere voce e nel mio piccolo offrire il sostegno dell’ascolto attivo.

C’è molto da fare e mi offende, come dovrebbe offendere tutte e tutti, ogni tentativo di passare oltre senza risolvere.

In gioco c’è la vita, non la vita è un gioco.

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