Sally

I met Sally by e-mail. A far coming mail though, maybe, nearer than the near you can immagine.

Sally’s story is a simple one, a common one, a story which seems not to add or keep off from the stories of other people if it were not because the baby she is waiting ‘is not my son’ , she declares with strength.

Yet, it is right that strength which makes me tremble in front of her narration.

Very often she repeats in the mail ‘it is not my son’; the first time she does is even in capital letters, IT IS NOT MY SON,  a determine utterance, then, such a strong refusal that the first thing I think is about a bad-working adoption.

After, however, she tells me about the rape she has undergone after a party in a disco. She anticipates my questions and says that it is the first time se is speaking about it and she does after reading my novel. She says that now she is ready to speak, but she insists to say ‘it is not my son’.

I can now understand the truth. I realize that the son she has been speaking about is the one growing in her womb and who is eating from her as the vile man who raped her and was  satisfied by her body.

I understand how terrible and difficult could be to recognize that life in her womb and I know that it is useless to tell her that her womb is both ‘the life and the victim’ of a man who is not a father while she and her baby can become mother and son. These are only theories in the words of those who do not know that kind of turmoil, I know this.

Yet, I think this is the only manner to save innocence… however, these are only words.

Sally did not want abortion… you can’t kill a baby… she says while she is preparing not to welcome it and to give it to the nuns. I hope that by the time of the next few months she could celebrate a bound between her and her creature to give together life to life, because this one could also be an opportunity…

This is a possibility for this kind of condition after being raped, also this one is a consequence of a choice you didn’t want, this too is the crime of those who use a woman’s body, this is also the signal that there is somewhere a man who is not man nor lover nor father.

 

Ho incontrato Sally via mail. Una mail che viene da lontano, ma, forse più vicina del vicino che si può immaginare.

Quella di Sally è una storia semplice, una storia comune, una storia che sembrerebbe non mettere e non togliere nulla alla storia degli altri se non fosse perché il figlio che aspetta “non è mio figlio”, dichiara con forza.

Eppure, è proprio quella forza che mi fa tremare dinanzi al suo racconto.

Ripete molte volte nella mail “non è mio figlio”; la prima volta che lo scrive addirittura lo fa a lettere maiuscole, NON È MIO FIGLIO;  un’asserzione convinta, dunque, un rifiuto così forte da farmi pensare a un’adozione andata male.

Poi, però, mi racconta la storia della violenza subita dopo una festa in un locale. Mi previene dicendo che è la prima volta che ne parla e lo fa dopo aver letto il mio romanzo. Dice che ora è pronta a parlare, ma insiste che quello “non è mio figlio”.

Comprendo allora la verità. Comprendo che il figlio di cui si parla è quello che le cresce in grembo e che si nutre di lei come si è saziato del suo corpo l’uomo vile che l’ha violata.

Comprendo quanto terribile e difficile possa essere accettare quella vita e mi accorgo che a nulla serve che io le dica che il suo grembo è “la vita e la vittima” di un uomo che non è “padre” mentre loro insieme possono diventare “madre e figlio”. Sono solo teorie nella bocca di chi non conosce quello sconvolgimento, lo so.

Eppure penso che solo così potrebbe essere salvata l’innocenza… ma sono solo parole.

Sally non ha voluto abortire; “non si uccide un bambino” dice mentre si prepara a non accoglierlo e ad affidarlo alle suore. Io spero che il tempo dei prossimi mesi possa creare un legame tra lei e quella creatura e insieme dare vita alla vita perché anche questa è una possibilità…

Questa è una possibile condizione del dolore di uno stupro, anche questa è una scelta di conseguenza a ciò che non si è voluto, anche questo è un crimine di chi usa il corpo di una donna, anche questo è il segno che c’è in giro ancora un uomo che non è uomo e che non è compagno e che non è padre.

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