What are you looking for? If you are.

We move and move and run and run… we never stop agitating for something while probably we should start to do because of ourselves. It seems as we had hidden our true being in the many and convulsive actions and events we use to fulfill our daily life as they where everything. Yet, where are we in this strong agitation? Are we moving and running because something important is what we are doing or are we rather trying to disperse the feeling of truth or the real needs in the confusion which surrounds us not to engage a fight between what we are and what we should be?

This is the question: is what moves us as important as the full essence of every life is? Are we acting because of the confusion which grasps us or do we move because we want to solve the mess and give a sense and an opportunity to everyone and everything? Are we really looking for something or do we prefer follow the stream wherever it ends and whatever it changes us?

So many the questions, so many and different the answers… but we should ask them ourselves, at least! We should give a sensible answer because in one case or the other we have to feel responsible of our choices never attributing to others the faults if things go differently from what we had supposed. We are not, or we should not, be passive receivers in a life which has to be built with our own contribution not at our cost. It is clear that when I speak of contribution and cost, I don’t speak of the economic resources but of the human ones which have a cost and are a contribution in term of moral and ethical values apart the monetary ones.

I don’t like following the stream if it is not the one I have chosen. I want to be a part of the life as of my life. I promised, and I do, to act only according to conscience and conscience is never an egoistic paradigma but one to be shared and lived with the others. It is not the good for ourselves which will save us, on the contrary. It is the open eye to everyone which will give our life a meaning and a possibility to improve.

Research, human research is what we need. Not the one you read on the books, but the one you practice every day and which becomes something worth to be written in the book of our life.

 

Ci muoviamo e muoviamo e corriamo e corriamo… non smettiamo mai di agitarci per qualcosa mentre forse dovremmo farlo per noi stessi. Sembra come se avessimo nascosto il nostro vero essere nelle molteplici e convulsive azioni ed eventi con i quali siamo soliti riempire il nostro quotidiano come se questo fosse tutto. Eppure, dove siamo noi in tutto questo agitarsi? Ci muoviamo e agitiamo perché quello che stiamo facendo è importante o stiamo piuttosto cercando di disperdere quel sentimento di verità o i bisogni reali nella confusione che ci circonda per non impegnarci in una battaglia tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere?

Questo è il problema: ciò che ci muove è importante come l’essenza piena della vita? Agiamo a causa della confusione che ci afferra o ci muoviamo perché vogliamo risolvere la confusione e dare un senso e un’opportunità a ciascuno e a ogni cosa? Stiamo davvero cercando qualcosa o preferiamo seguire la corrente ovunque essa sfoci e in qualsiasi modo ci modifichi?

Tante le domande, tante e diverse le risposte… ma dovremmo porcele, almeno! Dovremmo dare una risposta sensata perché in un caso o nell’altro dobbiamo sentirci responsabili delle nostre scelte senza mai attribuire ad altri gli errori se le cose vanno diversamente da come avevamo pensato. Non siamo, o non dovremmo, essere ricevitori passivi in una vita che deve essere costruita con il nostro contributo e non a nostre spese. È chiaro che quando parlo di contributo e costo, non mi riferisco alle risorse economiche ma a quelle umane che hanno un costo e sono un contributo in termine di valori etici e morali oltre che monetari.

Non mi piace seguire la corrente se non è quella che ho scelto. Voglio essere parte della vita come della mia vita. Ho promesso, e mantengo, di agire solo secondo coscienza e la coscienza non è mai un paradigma egoistico, ma uno che si condivide e si vive insieme agli altri. Non è il bene per noi stessi che ci salverà, al contrario. È lo sguardo aperto verso ciascuno che dà un significato alla nostra vita e una possibilità per migliorare.

La ricerca, la ricerca umana è ciò di cui abbiamo bisogno. Non quella che si legge sui libri, ma quella che si pratica ogni giorno e che diviene qualcosa degno di essere scritto nel libro della nostra vita.

 

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