Not to forget what the others live

…I have received a very beautiful letter…

It is so beautiful not only because of the welcoming to “Maria’s story” in “Don’t Climb Over That Wall” (Nulla Die, 2017/2018), but because of the heartfelt sincerity, the involvement, the desire to give a direction to our own future starting from this story.

The letter is an analysis both literary and personal which does not seem do end in itself. I felt, reading this letter, that it is true that Maria and the other characters’ story cannot but be told.

Of course, there is also a strong disease, but what prevails is the wish to welcome, almost the need to look at our own daily reality never forgetting those stories we must tell and that must be heard.

Not for affliction.

It is easy to recognize in every personal movement a similarity to one of those narrated, we need to give a value and a meaning to those gestures which run the risk to become a simple routine for us, but that for other women are the doors to other new humiliations.

Not to suffer, then, but to find out the courage to observe and doing it to the bottom and knowingly.

As I always say, the story of one is the story of everyone, women and men. Thank you, the rest privately.

 

 

 

…ricevo una mail bellissima…

Non per la chiara accoglienza della storia di “Maria” in “Non scavalcare quel muro” (Nulla Die), ma per l’accorata sincerità, il coinvolgimento, il desiderio di dare una direzione al proprio futuro anche partendo da lì.

Un’analisi tra il letterario e il coinvolgimento personale che non appare fine a se stessa. Ho avuto la percezione, leggendo, che davvero la storia di Maria e di tutti gli altri personaggi non possa che essere raccontata.

Certo, forte anche il disagio, ma prevale il desiderio di accoglienza, il quasi bisogno di guardare alla propria realtà quotidiana non dimenticando che ci sono storie che devono essere narrate e ascoltate.

No, non per affliggersi.

Ogni gesto personale può portare alla memoria uno narrato, bisogna dare valore e significato a quei gesti che possono divenire di routine per noi, mentre per molte non sono che il varco a una nuova umiliazione.

Non per soffrire, dunque, ma per trovare il coraggio di osservare e di farlo fino in fondo e responsabilmente.

Come dico sempre, la storia di una è la storia di tutte e di tutti. Grazie, il resto in privato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...