Spiral of violence

There is an indiscriminate growth of violence everywhere against everyone. When you start reading a newspaper, wherever it comes from, you read about violence: physical, verbal, psychological…

It seems that the one answer to dissatisfaction and discontent could be violence, or that it could fulfill the emptiness we feel in life. It seems that violence has become a sort of shelter from dismay and desperation as it could repair what our insane individualism has broken and reduced to pieces. This is false.

There is no way evil could protect us from dangers and loneliness, there is no way the other’s suffering could produce an effective safeness for those who remain. The more we choose violence as the answer and resolution to any kind of business, the more our complicity to evil increases and reduces us to weapons in the hands of the wrong powers… those wrong human powers that exploit our weakness, abuse our mind, defeat our courage to be and remain human.

Violence is never the answer because it destroys any question to ourselves inducing us to act without any control as through the rage we could save ourselves and whom we love. It does not work this way.

Violence produces the strongest silence in the middle of the most terrible crash: the silence of losing yourself. It is a silence no one want to pay attention to while they let the noise to become the master of their thoughts. It is the interior silence of the rights, of those who ask for justice sharing their life, of those who continue to believe that violence is not a resource but its annihilation.

In front of this spiral of violence, instead of screaming and accusing, we should listen to that interior voice whose silence is not weakness because in the middle of the battle it continues to resist though abandoned in solitude. It is the voice of the rejected humanity, it is the voice of those who still believe in mankind.

 

C’è ovunque un’indiscriminata crescita della violenza contro tutti. Quando si comincia a leggere un giornale, qualsiasi la sua nazionalità,  si legge di violenza: fisica, verbale, psicologica…

Sembra che l’unica risposta all’insoddisfazione e allo scontento possa essere la violenza, o che essa possa riempire il vuoto che sentiamo nella nostra vita. Sembra che la violenza sia diventata una specie di rifugio da ogni sgomento e disperazione come se essa potesse riparare ciò che il nostro insano individualismo ha rotto e ridotto in pezzi. Questo è falso.

Non c’è nessun modo in cui il male possa proteggerci dal pericolo e dalla solitudine, non c’è nessun modo in cui la sofferenza dell’altro possa produrre un’efficace sicurezza per quelli che rimangono. Più scegliamo la violenza come risposta e soluzione a ogni tipo di problema, più la nostra complicità con il male aumenta e ci riduce ad armi nelle mani dei poteri sbagliati… quei poteri umani sbagliati che sfruttano la nostra debolezza, abusano del nostro pensiero, sconfiggono il nostro coraggio di essere e restare umani.

La violenza non è mai la risposta perché essa distrugge ogni domanda a noi stessi inducendoci ad agire senza controllo come se attraverso la rabbia potessimo salvare noi stessi e quelli che amiamo. Non funziona così.

La violenza produce il silenzio più grande nel bel mezzo del fracasso più terribile: il silenzio dell’aver smarrito se stessi. Ma è un silenzio che nessuno vuole ascoltare mentre si fa in modo che il frastuono diventi il padrone dei propri pensieri. È il silenzio interiore dei giusti, di quelli che chiedono giustizia condividendo la vita, di quelli che continuano a credere che la violenza non sia una risorsa ma il suo annichilamento.

Dinanzi a questa spirale di violenza, invece di urlare e accusare, dovremmo ascoltare quella voce interiore il cui silenzio non è debolezza poiché nel bel mezzo della battaglia continua a resistere sebbene sia stata abbandonata nella solitudine. È la voce dell’umanità respinta, è la voce di quelli che ancora credono nel genere umano.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...