Those who speak

When you speak you should know the reason why of your speaking and its aim. You shouldn’t only blah-blah because yours is the responsibility of what you are saying and to whom.

Unfortunately, praxis is often distant from theory. This is the reason why the most who speak are not saying something meaningful but they are only opening their mouth and blowing out the marciscent air they have closed in their lungs.

The problem is that what they blah-blah does not end in the void because it enters the ears of those who have no idea of what is good or evil and for this reason they have no ability or will to discern or learn to discern the true and false between the lines.

Those who speak should have an idea of what they are saying and of its consequence; however, it is more common that they are simply gratified by the audience listening to them and this self-gratification is everything they need to continue blah-blahing to the wind.

Those who speak, indeed, should be also those who act coherently to what they say remembering that when they speak to others their attention has to be paid to those others and the many more and not to their own personal and self-guaranteeing interest.

Words are important. Words are not air but breath, they are not symbols but actions, they are not sounds but stories, they cannot be wasted but lived.

 

Quando si parla bisognerebbe conoscere il motivo e lo scopo delle proprie parole. Non si dovrebbe soltanto parlare a vanvera perché appartiene a ciascuno la responsabilità di che cosa si dice e delle persone cui ci si rivolge.

Sfortunatamente, la prassi è spesso distante dalla teoria. Ecco perché la maggior parte di quelli che parlano non dicono qualcosa di significativo, ma aprono semplicemente la bocca per fare uscire l’aria marcescente che hanno chiuso nei polmoni.

Il problema è che ciò di cui parlano a vanvera non finisce nel vuoto perché entra nelle orecchie di quelli che non hanno nessuna idea di che cosa sia il bene o il male e per questa ragione non sanno o non vogliono discernere o imparare a discernere il vero dal falso nascosto tra le parole.

Quelli che parlano dovrebbero avere un’idea di ciò che dicono e delle sue conseguenze; comunque, è più probabile che si sentano semplicemente gratificati dal pubblico che li ascolta e questa auto gratificazione è tutto ciò di cui hanno bisogno per continuare a parlare a vanvera al vento.

Quelli che parlano, invece, dovrebbero essere anche quelli che agiscono coerentemente a ciò che dicono e memori che quando parlano agli altri la propria attenzione deve essere per quegli altri e ai molti di più e non al proprio interesse personale e auto garantista.

Le parole sono importanti. Le parole non sono aria ma respiro, non sono simboli ma azioni, non sono suoni ma storie, non possono essere sprecate ma vissute.

 

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