Stories

Speaking about domestic violence is not a fashionable attitude. Many are the stories I have met at school or during my work as a journalist or, as a writer, thanks to the long letters some women wrote me to tell their story. I usually listen and try to help, but the best thing to do is giving indications about the right things to do referring to the specialistic centers, however without leaving alone the woman who found the courage to speak.

Domestic violence is a fact and it does not regard feminism or machismo, but everybody: it is a crime. It is a crime due to the idea some men have to possess women and this becomes the reason of their assassination.

There is also a psychological violence more difficult to be told, but which is the prelude to the degeneration which will lead to death.

We don’t speak of violence against women if the death is caused by an accident, a terroristic attack or a natural catastrophe. We speak of feminicide when the reason of the woman’s death is the male idea of possession. No person belongs to another except to herself/himself.

Silence and indifference become the background to these crimes, breaking them means to have and give an opportunity to be alive.

In this section, Stories, I’m going to tell, respecting the anonymity, some of these true stories which could become a signal and the proof that domestic violence or violence against the women exist and that it’s up to us, each of us, the responsibility of it.

 

Parlare di violenza domestica non è un atteggiamento alla moda. Sono molte le storie che ho incontrato a scuola o durante il mio lavoro come giornalista o, come scrittrice, grazie alle lunghe lettere che alcune donne mi hanno scritto per narrare la propria storia. Io di solito ascolto e cerco di aiutare, ma il migliore aiuto è dare indicazioni di riferimento ai centri specializzati, comunque senza mai lasciare sola la donna che ha avuto il coraggio di parlare.

La violenza domestica è un fatto che non riguarda il femminismo o il machismo, ma tutti: essa è un crimine. È un crimine dovuto all’idea di alcuni uomini di possedere le donne e questo diventa il motivo dei loro assassinio. 

C’è anche una violenza psicologica più difficile da raccontare, ma ma che è il preludio alla degenerazione che porterà alla morte.

Non si parla di violenza contro le donne se la morte è causata da un incidente, un attacco terroristico o una catastrofe naturale. Si parla di femminicidio quando il motivo della morte della donna è l’idea di possesso dell’uomo. Nessuna persona appartiene a un’altra eccetto che a se stessa.

Il silenzio e l’indifferenza sono lo sfondo di questi crimini, romperli significa avere e dare un’opportunità di vita.

In questa sezione, Stories (Storie), racconterò, rispettando l’anonimato, alcune di queste storie vere affinché possano diventare un segno e la prova che la violenza domestica o la violenza contro le donne esiste e che dipende da noi, ciascuno di noi, assumercene la responsabilità.

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