Ignorance is taught as well as knowledge

We live our life as in a game where the cards we play are against humanity instead of supporting it.

When we are born the things we know are those we learn since the first breathings. Once the period of infancy has gone, what we remember of it remains as the signal of what we are going to be once grown up.

If we have learnt to love, to respect, to listen, to discuss, to stay with the others, these qualities will be developed while we grow up and will be legitimated by the personal approach to life each one has developed.

If we have learnt to despise, to discriminate, to possess, to step over other’s ideas, that will be our attitude towards the people and the things  from now on.

Of course, we are not condemned! We can still choose to change our being and improve  our relationship to others doing better than what we have been taught.

We only need an act of courage: the courage of the truth and the courage to detach from our warranties. The first which means to recognize the existence of other possibilities for every human being, the second which implies the ability to rise up from your own ashes to give your life a new  route to be shared.

We should say metaphorically to ourselves and others: I’m just waiting for my body to be delivered somewhere I don’t know where it is, but I already know where my mind is and as soon as possible my body will join to it.

Ignorance is taught as well as knowledge, this is a lesson we should never forget.

 

Viviamo la nostra vita come in un gioco in cui le carte che stiamo giocando sono contro l’umanità e non in suo supporto.

Quando nasciamo le cose che sappiamo sono quelle che impariamo sin dal primo respiro. Una volta trascorsa l’infanzia, ciò che ricordiamo di essa è il segnale di ciò che saremo una volta cresciuti.

Se abbiamo imparato ad amare, rispettare, ascoltare, discutere, stare con gli altri, queste qualità si svilupperanno mentre cresciamo e saranno legittimate dall’approccio personale alla vita che ciascuno ha sviluppato.

Se abbiamo imparato a disprezzare, discriminare, possedere, calpestare le idee degli altri, quello sarà l’atteggiamento verso le persone e le cose da quel momento in poi.

Naturalmente, non siamo condannati! Possiamo ancora scegliere di cambiare il nostro modo di essere e migliorare la relazione con gli altri facendo meglio di quanto ci è stato insegnato.

Ci vuole un atto di coraggio: il coraggio della verità e il coraggio di staccarsi dalle proprie garanzie. Il primo significa riconoscere l’esistenza di ogni possibilità per ciascun essere umano, il secondo implica la capacità di rialzarsi dalle proprie ceneri per dare alla propria vita una nuova rotta che sia condivisibile.

Dovremmo dire metaforicamente a noi stessi e agli altri: aspetto che il mio corpo sia consegnato in qualche luogo che non so dove sia, ma già so dove si trova il mio pensiero e al più presto possibile il mio corpo lo raggiungerà.

L’ignoranza si insegna come si insegna la conoscenza, questa è una lezione che non dovremmo dimenticare mai.

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