About resistance

Is resistance an act of strength? Yes, it is, though never an act of violence.

Resistance is the way we use, or should, to face the difficulties our life offers to us. Resistance is never a fight against our destiny or against the others; it is the attempt to give a sense to our destiny and to the others.

Resistance does not imply the victory, indeed the acceptance of the surrender, but only after we have tried many times to affirm the truth and goodness and humanity of our thought.

When the surrender will arrive, whether it will, it will be the last act of our life lived coherently to the choices we have originally done. In this sense,  surrender is not our own dismissing to follow our belief, but the other’s lack to grasp the meaning of a life whose interest was not individual and casual but objective and built on the analysis of the true needs of human beings, which are not power and possession, but peace and love.resistenza-e-resa

Surrender has to be accepted as the consequence of others misunderstanding not our own, and also accepting the defeat we have won, because it has not destroyed our thinking which we have been living till the last moment.

Of course, I am not speaking of wars and weapons, but of their metaphor: sense and meaning’s weapons and wars. I am speaking about ethic, I am not speaking about fights for economical or political interest, but of the human fight to remain human.

However, this is not the time to give up and surrender, this is the time to resist.

 

La resistenza è un atto di forza? Sì, lo è, sebbene non sia mai un atto di violenza.

La resistenza è il modo che abbiamo, o dovremmo, per affrontare le difficoltà che la vita ci offre. La resistenza non è mai una lotta contro il destino o contro gli altri; essa è il tentativo di dare un significato al nostro destino e agli altri.

La resistenza non implica la vittoria, anzi, implica l’accettazione della resa, ma solo dopo che si sia provato molte volte ad affermare la verità e la bontà e l’umanità del nostro pensiero.

Quando la resa arriverà, se arriverà, essa sarà l’ultimo atto di una vita vissuta coerentemente alle scelte fatte in origine. In questo senso, la resa non è la rinuncia a seguire ciò in cui si crede, ma la mancanza da parte dell’altro di comprendere il significato di una vita il cui unico interesse non era individuale e casuale, ma oggettivo e costruito sull’analisi dei bisogni reali degli esseri umani, che non sono il potere e il possesso, ma la pace e l’amore.

La resa si deve accettare come conseguenza dell’incomprensione altrui, non nostra; anche accettando la sconfitta abbiamo vinto perché essa, la sconfitta, non ha distrutto il pensiero che abbiamo vissuto fino all’ultimo istante.

Ovviamente, non parlo di guerre e di armi, ma della loro metafora: le armi e le guerre del senso e del significato. Parlo di etica; non parlo di lotta per gli interessi politici ed economici, ma della lotta umana per restare umani.

In ogni caso, questo non è il tempo di cedere e arrendersi, questo è il tempo di resistere.

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