The mystery of truth

It is strange but not uncommon to say things we don’t believe or to see things that do not exist. Is it a joke of the fate? Is it the confusion of modern societies? Is it the double-think we want to be joint to preserve us from any engaging decision? It is probably the three together and many more, because the questions are linked to each other, they are the dangerous consequence of each other, they show the inability to take a part in the important choices we should undertake and which, on the contrary, we pospone or delegate to someone who rarely is acting for the general truth and  good.

Yes, it can be a joke of our destiny to be prepared to live a life full of meaning and sense though we dismiss from our task in order to be quiet and free from any personal responsibility, above all in an age where nothing decided at night is still meaningful in the morning. As a matter of fact, modern societies are evanescent societies whose direction changes continuously according to the political fashion or the moment. Instability and dissatisfaction being the borders of our discontent, we are easily lead to believe what others want us to believe without we partecipate of the growing and increasing process of destruction of humanity and sense. It is better to  confide in others’s decisions, whatever they should be, rather than actively participate to the creation of any thought because we have lost our own ability of discernment.

We are not liars, but we simply follow the stream; whatsoever is better than running the risk to be excluded, to suffer, to lose our visibility: we start to in-exist exactly when we renounce to our discernment and choice.

Where is the truth at this point? Wherever and nowhere. Truth disappears as we do. Truth becomes the wrong message and request of those idealists, as I am, who still believe that renouncing to every responsible choice, though at risk of loneliness, is renouncing to life and existence. I’ll continue to be a truth-seeker, I don’t know if and where I will find it, but what I know for certain is that never, NEVER, I’ll be a puppet in the no-sensical power’s interest and logic. I’ll never be a servant, though I will never renounce to be with my voice next to those whose voice none want to listen to.

 

È strano ma non raro dire cose nelle quali non si crede o vedere cose che non esistono. È uno scherzo del destino? È la confusione delle società moderne? È il doppio-pensiero cui vogliamo unirci per preservarci da ogni scelta impegnativa? Probabilmente tutte e tre le cose e molte altre, perché queste domande sono legate le une alle altre, sono la pericolosa conseguenza l’una dell’altra, mostrano la nostra incapacità di assumere un ruolo nelle scelte importanti che bisogna affrontare e che, al contrario, rimandiamo o deleghiamo a qualcuno che raramente agisce per il benessere e la verità di tutti.

Sì, può essere uno scherzo del destino essere pronti a vivere una vita piena di senso e di significato sebbene poi abbandoniamo il nostro incarico per stare tranquilli ed essere liberi da ogni responsabilità personale, soprattutto in un’epoca in cui niente che sia stato deciso la sera sia ancora valido al mattino. Infatti, le società moderne sono società evanescenti la cui direzione cambia continuamente secondo la moda politica o il momento. Essendo la precarietà e l’insoddisfazione i confini del nostro scontento, siamo facilmente indotti a credere quello che altri vogliono che noi crediamo senza che noi partecipiamo della crescita e dell’accrescimento del processo di distruzione dell’umanità e del senso. È meglio confidare nelle decisioni degli altri, qualsiasi esse siano, piuttosto che partecipare attivamente alla creazione di qualsiasi pensiero perché abbiamo perso la capacità di discernimento.

Non siamo dei bugiardi, ma seguiamo semplicemente la corrente; qualsiasi cosa è meglio che correre il rischio di essere esclusi, di soffrire, di perdere la nostra visibilità: cominciamo a in-esistere nel momento esatto in cui rinunciamo al nostro discernimento e alla scelta.

Dov’è la verità a questo punto? Ovunque e da nessuna parte. La verità sparisce come scompariamo noi. La verità diventa il messaggio e la richiesta sbagliata di quegli idealisti, come me, che ancora credono che rinunciare a ogni scelta responsabile, sebbene a rischio di restare soli, sia rinunciare a vivere ed esistere. Continuerò a essere una cercatrice di verità, non so se e dove la troverò, ma ciò che so di certo è che mai, MAI, sarò un burattino nella logica e interesse senza senso del potere. Non sarò mai una serva, sebbene non rinuncerò mai a essere con la mia voce accanto a quelli la cui voce nessuno vuole ascoltare.

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