What has changed?

We are here to share parts of life and sense, we are here to discern the right and the wrong, we are here to fight against injustice and preserve a wider space to community, we are here to understand that no theory proposing discrimination and violence will never save us and the others, we are here to live not to exploit and waste human beings and lands.

We are not here to possess and prevail, we are not here to impose a superiority we don’t have, we are not here to close ourselves in our magnificent castles of nothing while the others cry in despair.

What has changed since we last proclaimed in words a humanity we don’t live in the facts? What has changed to this Human Being who declares his science and intelligence, his ability of thinking and his intellect but who does not observe the other man who, next to him, suffers for not his own guilts and has to fight for a freedom which belongs to everyone since we are born?

What has changed? Aridity, our aridity, is the signal of our loss and unease; it is the symptom of a deeper disease which does not allow to recognize the right from the wrong, the futility from the essentials. We have sold science, intelligence, ability and concern reducing ourselves to servants of the new master which afflicts and punishes and controls and judges what we do and who we are: its name is money, its friends exploitation and individualism.

There is still time for a new change, for returning to the essence of life and sense and it sleeps in the small daily action of awareness and conscience in favor of the Man, all the men. Be human, let’s our humanity live.

 

Siamo qui per condividere una parte di vita e di senso, siamo qui per discernere ciò che è giusto da ciò che sbagliato, siamo qui per combattere contro le ingiustizie e preservare uno spazio più ampio alla comunità, siamo qui per comprendere che nessuna teoria che dia spazio alla discriminazione e alla violenza potrà mai salvare noi e gli altri, siamo qui per vivere non per sfruttare e sprecare gli esseri umani e i territori.

Non siamo qui per possedere e prevalere, non siamo qui per imporre una superiorità che non abbiamo, non siamo qui per chiuderci nei nostri bellissimi castelli fatti di niente mentre gli altri piangono per la disperazione.

Che cosa è cambiato dall’ultima volta che abbiamo proclamato a parole un’umanità che non viviamo nei fatti? Che cosa è successo a questo Uomo che dichiara la propria scienza e intelligenza, la capacità di pensare e l’intelletto, ma che non si accorge dell’altro uomo che, accanto a lui, soffre per colpe non proprie e deve lottare per una libertà che appartiene a tutti sin dalla nascita?

Che cosa è cambiato? L’aridità, la nostra aridità, è il segnale della nostra perdita e disfacimento; è il sintomo di una malattia più profonda che non fa riconoscere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è futile da ciò che è essenziale. Abbiamo venduto la scienza, l’intelligenza, la capacità e il senno e ci siamo ridotti a servi del nuovo padrone che affligge e punisce e controlla e giudica ciò che facciamo e ciò che siamo: il suo nome è denaro, i suoi accoliti sfruttamento e individualismo.

Siamo ancora in tempo per un nuovo cambiamento, per ritornare all’essenza della vita e del senso e questo dorme nelle piccole azioni quotidiane di consapevolezza e coscienza a favore dell’Uomo, di tutti gli uomini. Restiamo umani, facciamo in modo che la nostra umanità viva.

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