Silence will condemn us to loneliness

I love silence when it actively tells the stories never told which are worth to be listened and known. I love silence when it offers its active help without dispersing useless energies to keep yourself safe. I love the silence which works and tells the never received love for those who never saw a smile or someone accompanying them during their walk. I love silence when it means listening, cooperating, understanding. I love silence when it abolishes the vane and useless habits of those who just want to be seen.

This kind of silence screams about the injustices that many undergo without being supported. This silence is the denounce against the many who forget the others while they are closed in their own personal conquest at the cost of destroying the others betraying their wish to be the protagonists of their own fate.

There are cases, however, when silence will condemn us to loneliness. It happens when we are silent because we don’t want to see, to know, to take a part. It is the daily condemnation to individuality as a detachment from life and sense, that kind of consideration of the self which decays in the worst personalism and individualism… as such it condemns to be alone, to think to be almost supernatural, while we are nothing more than egoist individuals who don’t want to learn what the responsibility of living is because too afraid of their own engagement in life.

Let’s break this kind of silence, let’s adequately observe this reality which does not belong to us only: its place and time belongs to whoever is sharing it now and here… hic et nunc.

 

Amo il silenzio quando racconta attivamente le storie mai dette che sono degne di essere ascoltate e conosciute. Amo il silenzio quando offre il suo aiuto attivo senza sprecare inutili energie per tenersi al sicuro. Amo il silenzio attivo che racconta dell’amore mai ricevuto a quelli che non hanno mai visto un sorriso e mai nessuno che li stesse accompagnando lungo il cammino. Amo il silenzio quando significa ascolto, cooperazione, comprensione. Amo il silenzio quando abolisce le vane e inutili abitudini di quelli che vogliono solo essere visti.

Questo tipo di silenzio urla delle ingiustizie che molti subiscono senza essere sostenuti. Questo silenzio è la denuncia contro i troppi che dimenticano gli altri, chiusi nelle proprie conquiste personali a costo di distruggere gli altri tradendo il loro desiderio di essere i protagonisti del proprio destino.

Ci sono dei casi, comunque, in cui il silenzio ci condannerà alla solitudine. Accade quando restiamo zitti perché non vogliamo vedere, conoscere, prendere parte. È la condanna quotidiana all’individualità come distacco dalla vita e dal senso, quel tipo di considerazione di se stessi che decade nel peggiore dei personalismi e individualismi… come tale, ci condanna a essere soli, a pensare di essere quasi sovrannaturali, mentre non si è altro che individui egoisti che non vogliono imparare che cosa sia la responsabilità del vivere perché si è troppo spaventati dal proprio impegno nella vita.

Rompiamo questo tipo di silenzio, osserviamo nel modo giusto questa realtà che non appartiene solo a noi: il suo luogo e il tempo appartiene a chiunque la condivide qui e ora… hic et nunc.

 

 

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