Reading is the question and the answer to the somnambulism where individualism condemns us.

When analyzing a dystopian novel the first thing which becomes soon visible is the lack of a subjective and an objective culture. It is not a case, because only controlling or abolishing culture it is possible for the power to control and dominate the people.

In 1984, by George Orwell, for example, the strategy to modify language and information produces as its result the confusion of the people who are ready to believe everything the power wants them to believe and also its contrary: He who controls the past controls the future. He who controls the present controls the past (1984, G. Orwell).

In Brave New World, by Aldous Huxley, children are taught to fear books thanks to the electrical shocks they are subjected whenever they touch a book.

In Fahrenheit 451, by Ray Bradbury, books are burnt and we assist to the paradox that firemen light fires to burn books instead of shut them off.

The list could continue, without forgetting the many historical events where books have been burnt as dangerous for the society.

Here, what I want to suggest is the internal power of books and culture, because if they are the victims of the power it means that through them we could learn how to fight the wrong powers and without violence, only developing our ability to think and confront each other to learn how and what to choose for the common good.

I think it is not a case if our modern societies are relegating culture to an inferior role starting from the diminished value given to schools and teachers. Schools are seen as enterprises, but they are the place were children learn to become men and women who could play the difference.

Power fears culture because through culture people can learn to be free and disapprove and rebel according to conscience against the diabolic command that wants them reduced to replaceable gears.

Reading is a form of rebellion, it is the way we have to get those information and confrontation which the blind individualism is avoiding us to keep imposing us to defend ourselves from the others instead of sharing with them this part of time and world.

I hope each of us could realize and change, in his/her conscience, in the man-book as read in Fahrenheit 451 to preserve our freedom of thought as well as our conscience and awareness to be human beings outside the prisons of the mind, outside the prison of a solitary useless life.

 

LEGGERE È LA DOMANDA E LA RISPOSTA AL SONNAMBULISMO IN CUI L’INDIVIDUALISMO CI CONDANNA.

Quando si analizza un romanzo distopico la prima cosa che è subito visibile è la mancanza di una cultura che sia soggettiva e oggettiva. Non è un caso, perché solo controllando o abolendo la cultura il potere può controllare e dominare il popolo.

In 1984 di G. Orwell, per esempio, la strategia di modificare il linguaggio e le informazioni produce come risultato la confusione del popolo che è pronto a credere a qualsiasi cosa il potere voglia che esso creda e anche il suo contrario: Colui che controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato (1984, G. Orwell).

In Brave New World di A. Huxley, ai bambini viene insegnato ad avere paura dei libri tramite una scarica elettrica che subiscono ogni volta che li toccano.

In Fahrenheit 451 di R. Bradbury, i libri vengono bruciati e assistiamo al paradosso di vigili del fuoco che accendono il fuoco per bruciarli invece di spegnerlo. 

La lista potrebbe continuare, senza dimenticare i molti eventi storici in cui i libri sono stati bruciati perché creduti nocivi alla società.

Qui, quello che voglio suggerire è il potere interno dei libri e della cultura, perché se essi sono vittime del potere significa che attraverso di essi possiamo imparare come combattere i poteri sbagliati e senza violenza, solo sviluppando la nostra capacità di pensare e confrontarci gli uni con gli altri per imparare come e che cosa scegliere per il bene comune.

Non credo sia un caso se le moderne società stiano relegando la cultura a un ruolo inferiore a cominciare dal valore sminuito conferito alla scuola e agli insegnanti. Le scuole sono intese come aziende, ma esse sono il luogo dove i bambini imparano a essere uomini e donne che possono fare la differenza.

I poteri hanno paura della cultura perché attraverso di essa il popolo può imparare a essere libero e disapprovare e reagire secondo coscienza contro il diabolico comando che vuole ridurli a ingranaggi sostituibili. 

Leggere è una forma di ribellione, è il modo che abbiamo per ottenere quelle informazioni e quel confronto che il cieco individualismo non vuole che conseguiamo imponendoci di difenderci dagli altri invece di condividere con loro questo tempo e questa parte di mondo.

Spero che ciascuno di noi possa capire e trasformarsi, in coscienza, in quegli uomini-libro di Fahrenheit 451 per preservare la libertà di pensiero come anche la coscienza e la consapevolezza di essere esseri umani fuori ogni prigione della mente, fuori la prigione di una inutile vita solitaria.

 

 

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