‘The Lucifer Effect. How Good People Turn Evil’: in a time of dangerous oblivion meditating is an imperative

The main question is <<Do we become evil?>>, certainly we are not born as such. This is the reason why we should ask ourselves why good people change in evil, how is it possible to become the opposite of whom we were and why we also feel justified for this.

These are the questions Philip Zimbardo tries to give an answer becoming involved, dangerously, in the same experiment he was practicing to explain the origin of evil in people apparently good and mild. The site of his experiment was the University of Stanford, California; its protagonists were students and common people who had always lived sharing their life correctly and respectful with others. They were put in the condition to become the interprets of different roles, victims and executioners, with the only request to accomplish completely their role… and they did! Or they thought to do by respecting the command to the point to almost kill after humiliating their presumed victims. They forgot it was only an experiment, they wanted their performance to be perfect, it did not matter who was suffering and why, the important was to accomplish their duty.

It seems unreasonable, but they did because they wanted to be good or do for good their work without realizing the victims were not puppets but real people. This was what happened and still happens in every condition where someone commands someone else  tasks without any concern for the victims who become instrument to conquer the respect of the chief.

The reproducibility of evil is everywhere if we forget to choose and take a position towards the commands we receive or could. Power transcends the common man and changes it in the worst of the beasts.

Any system whose main interest is power disguises to offer an apparent democracy while building an authoritarian contest: it changes the crisis in crisis against someone so to move to others the reasons of the evil. These others become the enemies of the stability and happiness, they have to be banned. The real problem is elsewhere, but this the citizens without conscience and awareness are not ready to realize and modify or abandon any ethic selling it to that power which represents only itself.

A book which speaks of the past, a book which can show us the limits of our modern credibility and trust.

 

La domanda principale è <<Cattivi si diventa?>>, di certo non nasciamo tali. Questa è la ragione per cui dovremmo chiederci perché le persone buone diventino cattive, come sia possibile diventare l’opposto di ciò che si era e perché sentirsene persino giustificati.

Queste sono le domande cui Philip Zimbardo cerca di dare una risposta divenendo egli stesso pericolosamente coinvolto nell’esperimento condotto per spiegare l’origine del male in persone apparentemente buone e miti. Il sito dell’esperimento fu l’Università di Stanford, California; i suoi protagonisti furono studenti e persone comuni che avevano sempre vissuto con gli altri rispettandoli e condividendo la vita quotidiana. Furono messi nella condizione di interpretare ruoli diversi, vittime e carnefici, con l’unica richiesta di corrispondere del tutto al proprio ruolo… e lo fecero! O credettero di farlo rispettando il comando di arrivare quasi al punto di uccidere, dopo averle umiliate, le loro presunte vittime. Tutti dimenticarono che era solo un esperimento, volevano che la rappresentazione forse perfetta, non importava chi stesse soffrendo e perché, ciò che contava era compiere il proprio dovere.

Sembra irragionevole, ma si comportavano così perché volevano fare bene o fare il bene per il proprio lavoro senza rendersi conto che le vittime non erano burattini, ma persone reali. Questo è ciò che accadde e ancora accade dove alcuni comandano su altri incarichi che non abbiano nessuna considerazione delle vittime che diventano uno strumento per conquistare il rispetto del capo.

La riproducibilità del male si trova ovunque se dimentichiamo di scegliere e prendere una posizione verso i comandi che riceviamo o potremmo. Il potere trascende l’uomo comune e lo trasforma nella peggiore delle bestie.

Ogni sistema il cui interesse principale sia il potere finge di offrire un’apparente democrazia mentre costruisce un contesto autoritario: esso cambia una crisi in crisi contro qualcuno in modo da spostare su altri i motivi del male. Questi altri diventano i nemici della stabilità e della felicità, devono essere allontanati. Il problema reale è altrove, ma questo i cittadini senza coscienza e consapevolezza non sono pronti a comprenderlo e modificano qualsiasi etica per venderla a quel potere che rappresenta solo se stesso.

Un libro che parla del passato, un libro che può mostrarci i limiti della nostra moderna credibilità e fiducia.

 

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