Silence

The silence of the pain and the pain of the silence which is not the same thing though the same denounce.

There is the silence of those whose life seems to be lost and the one of those who feel to be lost in silence.

There is the silence of those who fight for a living and have no words to waste useless because their project of life is more consistent than the time lost to talk about chattering and losing time.

There is the silence of the corrupted ones who quietly widespread their hate and try to support that form of individualism which closes the eyes to the truth and to the meaning of existence and life.

There is the silence which remains indifferent while others’ silence screams for the freedom they are worth to breath, though unseen by the equivocal mass that disguises attention while declaring interest and that uses the silence to hush their cries up so that none could even hear them while proceeding in the egoistic silence of their priorities.

I love silence. I love that kind of silence which becomes a preferential lane to observe, to listen to the bottom and understand that silence of pain and pain of silence which tells much more than the unfair silence of those who pretend to be attentive and careful but who are not.

I love the silence respectful of other’s pain and silence; the kind of silence which helps me to understand and realize I’m not the only one in the world and that my uniqueness is only a part of other’s uniqueness… something we should only know to love and share.

 

Il silenzio del dolore e il dolore del silenzio che non sono la stessa cosa, ma la stessa denuncia.

C’è il silenzio di coloro la cui vita sembra persa e quello di chi sente di essere perso in silenzio.

C’è il silenzio di quelli che lottano per vivere e non hanno parole da sprecare inutilmente perché il loro progetto di vita è più coerente del tempo perso a parlare di chiacchiere e di perdita di tempo.

C’è il silenzio dei corrotti che diffondono con calma il proprio odio e cercano di sostenere la propria forma di individualismo che chiude gli occhi alla verità e al significato dell’esistenza e della vita.

C’è il silenzio che rimane indifferente mentre il silenzio di altri urla per una libertà che sono degni di respirare, sebbene restino invisibili alla massa equivoca che finge attenzione mentre dichiara il proprio interesse e usa il silenzio per mettere a zittire le loro urla affinché nessuno possa almeno sentirle mentre procede nel silenzio egoistico delle proprie priorità.

Io amo il silenzio. Amo quel tipo di silenzio che diventa la corsia preferenziale per osservare, ascoltare fino in fondo e comprendere quel silenzio del dolore e il dolore del silenzio che racconta molto di più del silenzio iniquo di quelli che fingono di essere attenti e preoccupati, ma che non lo sono davvero.

Amo il silenzio rispettoso del silenzio e del dolore degli altri; quel tipo di silenzio che mi aiuta a capire e comprendere che io non sono l’unica al mondo e che la mia unicità è solo una parte dell’unicità degli altri… un silenzio che dovremmo soltanto conoscere per amarlo e condividerlo.

 

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