A Red T-shirt

Today, in Italy, many people will wear a red T-shirt to remember to be human and stop the human bleeding we are assisting to as helpless spectators of the increasing rage against the emigrants in the Mediterranean Sea. We are not spectators but protagonists of our own choices. I know that this bleeding is a reality also in other parts of the world, so I suggest to wear the same T-shirt wherever you are and with the same intension of fighting against discriminations and segregations. Wear it on your heart before than on your shoulders.

The red T-shirt is nothing but a symbol, it shouldn’t be used  as an exhibition, today and always, because we all know that many will and many the day after will start again their complains against the immigrants. It has to be a choice which continues in our actions and mind and heart wherever we are and whatever we do in every moment of our day.

I usually don’t believe in symbols because many times they have been used to define distances, or to be burnt in the moment like a fashion, but this one is different, it comes from the shores where the dead bodies of the children have been found: they wore red T-shirts.

The children coming from the Mediterranean wore red T-shirts, but non for fashion, their mother and fathers dressed them like that because they were visible in the sea and soon saved before they could drown… but many of them do, too many, anyway.

There are other children, in other parts of the world, who call their papa because they don’t want to be separated from their family: they are just trying to find a possibility for a better life. We have no rights to deny it. The children with the red T-shirt from the Mediterranean Sea have no more voices to call their mama or papa, but they call for us to remember to be human and they do in the silence of their death over a solitary and unknown shore.

We want to wear the red T-shirt to be saved from our subdole or shown bleeding of humanity which chokes us in the hell of inhumanity.

Please, do the same, but wear it on your heart before than on your shoulders.

 

Oggi, in Italia, molte persone indosseranno una maglietta rossa per ricordare di essere umani e fermare l’emorragia di umanità cui si assiste come spettatori inermi della crescente rabbia contro gli emigranti nel Mar Mediterraneo. Noi non siamo spettatori ma protagonisti delle nostre scelte. So che questa emorragia è una realtà anche in altre parti del mondo, così suggerisco di indossare la stessa maglietta rossa ovunque vi troviate e con la stessa intenzione di combattere la discriminazione e la segregazione. Indossatela sul cuore prima che sulle spalle.

La maglietta rossa non è altro che un simbolo e non dovrebbe essere usata, oggi e sempre, come un’esibizione, sappiamo che è così che molti la indosseranno e il giorno dopo ricominceranno a lamentarsi degli immigranti. Deve essere una scelta che continua nel pensiero, nelle azioni e nel cuore ovunque ci troviamo e qualsiasi cosa stiamo facendo in ogni momento della giornata.

Di solito non credo nei simboli perché spesso sono stati usati per definire le distanze, o si esauriscono nell’istante come una moda, ma questo è diverso, questo arriva dalle spiagge dove sono stati trovati i corpi morti dei bambini: indossavano magliette rosse.

I bambini che provengono dal Mar Mediterraneo indossano magliette rosse, ma non per moda, i loro padri e le madri li vestono così affinché siano visibili nel mare e possano essere salvati subito, prima di affogare… ma molti annegano comunque, troppi.

Ci sono altri bambini, in altre parti del mondo, che chiamano i loro papà perché non vogliono essere separati dalle loro famiglie: stanno solo cercando una possibilità per una vita migliore. Non abbiamo il diritto di negarla. i bambini con le magliette rosse dal Mar Mediterraneo non hanno più le voci per chiamare i loro papà e le mamme, ma chiamano noi affinché ci ricordiamo di essere umani e lo fanno col silenzio della loro morte su una spiaggia sconosciuta e solitaria.

Vogliamo indossare una maglietta rossa per essere salvati dalla nostra subdola o manifesta emorragia di umanità che ci soffoca nell’inferno della disumanità.

Per favore, fatelo anche voi, ma indossatela sul cuore prima che sulle vostre spalle.

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