Cultura e culture. La pluralità dei centri. Una lettura gramsciana del tempo e dei tempi.

Ogni libro ha la sua storia e la sua origine… il neonato, Cultura e culture. La pluralità dei centri, è il mio decimo libro oltre la versione inglese di “Non scavalcare quel muro’ (Don’t Climb Over That Wall). Ognuna di queste creature viene da lontano e guarda lontano, non in termini di fama -ben venga, ma questa non dipende da me quanto dai lettori- poiché si dipana su una ricerca umana e personale che cerca sempre e ovunque il cuore del cuore delle persone. “Cultura e culture” invita a una riflessione da cui non dovremmo esimerci in un tempo in cui sembra che tutto ciò che sia un passo più avanti la massificazione delle idee e delle azioni ci appaia come complicato. Certo, non è facile, ma siamo poi certi che le semplificazioni ci aprano a scelte sensate? Riflettere insieme a un gigante delle idee e del pensiero come Gramsci a 80 anni dalla sua morte e ritrovare la modernità e l’attualità di un pensiero che sembra scrutare i tempi moderni, è un privilegio che può appartenere a tutti. È un’occasione per porsi in dialogo, confrontarsi, dissentire, ma, in ogni caso, non tacere. Un bel dialogo da tenere anche nelle scuole, con i ragazzi delle quinte in particolare, perché il discorso non è partitico ma culturale e politico nella misura in cui ciascuno è chiamato a scegliere consapevolmente il proprio ruolo nel proprio tempo.

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