While they die

We live in a world of parallel lives. They never touch, they never reach, they never contact. The only thing they do is to cross the glares trying not to be hit or hurt or changed.

We walk like ghosts whose spirit has lost the direction and whose will has ceased to give signals of meaning and sense. The imperative is not to meet, not to share, not to realize we are all made of the same dreams, rights, necessities, blood, flesh, bones, breath.

We remain at our place, look low, while with the corner of our eye we inspect to see the presence of the other or his absence preferring the second because of its lack of involvement. But he is there as we are, not better or worse, simply different… which is the strength of every human being… to be different, to be unique.

We never cross the empty space, we never try… we just remain at our place following a queue where no one has an idea about where we are going, but everyone continues to move the same steps, to breath the same breath, to listen and sing the same music, to dance at the rhythm of his own death-dance while they, the others, die.

 

Viviamo in un mondo di vite parallele. Non si toccano, non si raggiungono, non entrano in contatto. L’unica cosa che fanno è incrociare gli sguardi cercando di non esserne colpiti, feriti, o cambiati..

Camminiamo come fantasmi il cui spirito abbia smarrito la direzione e la cui volontà abbia cessato di dare segnali di significato e di senso. L’imperativo è non incontrarsi, non condividere, non comprendere che siamo tutti fatti degli stessi sogni, diritti, bisogni, sangue, carne, ossa, respiro.

Ce ne rimaniamo al nostro posto, sguardo basso, mentre con la coda dell’occhio spiamo per vedere la presenza dell’altro o la sua assenza preferendo la seconda a causa della sua insita mancanza di coinvolgimento. Ma l’altro è lì, come lo siamo noi, non migliore e non peggiore, semplicemente differente… il che è la forza di ogni essere umano… essere differente, essere unico.

Non attraversiamo mai lo spazio vuoto, non ci proviamo mai… rimaniamo al nostro posto seguendo una coda nella quale nessuno sa dove si stia andando, ma ciascuno continua a muovere gli stessi passi, a respirare lo stesso respiro, ad ascoltare e cantare la stessa musica, a danzare al ritmo della sua danza di morte mentre loro, gli altri, muoiono.

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