Shipwrecked in writing

Sometimes I sleep very little, so much so as to have the eyes and the face dug, the throat and the mouth dry like that of a shipwrecked.

And so it is, as a matter of fact, I shipwreck in my thoughts and stories. I seek that hawser which could help me to bring back my boat in the current and those oars to help me to control it.

I voyage in that salty sea under the blazing sun or the innocent moon and I seek the balance of the wayfarer who on many ships and seas has already sailed.

I observe horizons visited and unknown without losing sight of the land that is approaching or leaving, that promises or denies, which allows or forbids my dreams to weave the canvas of this boat that still has so much to see, to love, live.

 

Talvolta dormo davvero poco, pochissimo, tanto da avere gli occhi e il volto scavato, la gola secca e la bocca asciutta come quella di un naufrago.

Ed è così, in fondo, naufrago nei pensieri e nelle storie. Cerco quella gomena che possa aiutarmi a riportare la mia barca nella corrente e quei remi che possano aiutarmi a controllarla.

Viaggio in quel mare salato sotto il sole ardente o la luna innocente e cerco l’equilibrio del viandante che su molte navi ha già salpato e molti mari navigato.

Osservo orizzonti visitati e sconosciuti senza perdere di vista quella terra che si avvicina o allontana, che promette o nega, che consente o vieta ai miei sogni di tessere la tela della vela di questa barca che ancora tanto ha da guardare, amare, vivere.

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