Sometimes…

Sometimes what we really need is what we really are, but we have forgotten to be.

Yes, we have learnt to wear masks not to betray our real being. Of course, it would not be a betrayal rather the clear and transparent manifestation of what we really are and think. We are like those flowers apparently thorny and hostile, but whose appearance IMG_2731hides the magnificent and fragile vision of beauty in its best essence.

We confound fragility with weakness and have decided not to be weak.

We’ve got used to disguise our being in order to conquer the fame and the consent we suppose we need, nonetheless we suffer because maybe the best part of ourselves is compressed to disappearance. However, we prefer to remain bridled in the emptiness of ourselves to be pleasing to others, even though they do not convince us.

Our beautiful fragility and fragrance is kept secret while it runs the risk it becomes a secret to us as well. With time, we forget forever our true nature and we waste time in trying to be anything else from who we are and that, that yes, betrays us deeply.

What is surprising is that when we become someone else to follow the screams of the massified ones, we know what we are doing and what we are losing, but we do it anyway because it is easier to be confounded in the mass than become the makers of our own choices.

Do you think that this will make of us satisfied and happy people? No, it is not. It’s an hard work to try to be whom you are not -harder than trying to be yourself overcoming your limits and fears in order to be true- it’s difficult to disguise certainties you have not, it’s impossible pretending to be happy when you are not, it’s confusing and unsatisfying to reach results which do not belong to the real person you are.

If you forget who you are and stop working on the real yourself to better and improve your faculties, you are closing up yourself in a prison and throwing away the key; you are exposing yourself to ridicule without being worth of your own forgiveness.

Sometimes what we really need is what we really are, but we have forgotten to be.

 

Qualche volta ciò di cui abbiamo davvero bisogno è ciò che siamo realmente, ma che abbiamo dimenticato di essere.

Sì, abbiamo imparato a indossare maschere per non tradire il nostro vero essere. Naturalmente, non sarebbe un tradimento, ma la limpida e trasparente manifestazione di ciò che siamo e pensiamo. Siamo come quei fiori apparentemente spinosi e ostili, il cui aspetto nasconde la visione magnifica e fragile della bellezza nella sua migliore essenza. 

Confondiamo la fragilità con la debolezza, e abbiamo deciso di non essere deboli.

Ci siamo abituati a dissimulare il nostro vero essere per conquistare la fama e il consenso di cui supponiamo di avere bisogno, nondimeno soffriamo perché probabilmente la parte migliore di noi stessi resta compressa fino a sparire. Tuttavia, preferiamo restare imbrigliati nel vuoto di noi stessi pur di piacere agli altri, anche se gli altri non ci convincono.

La nostra bella fragilità e fragranza viene tenuta segreta mentre si corre il rischio che essa diventi un segreto anche per noi. Con il tempo, dimentichiamo per sempre la nostra vera natura e perdiamo tempo a cercare di essere altro da ciò che siamo e che, questo sì, ci tradisce profondamente.

Ciò che è sorprendente è che quando diventiamo altro per seguire le urla della massa, sappiamo ciò che stiamo facendo e che cosa stiamo perdendo, ma lo facciamo ,o stesso perché è più facile essere confusi nella massa che divenire artefici delle nostre scelte.

Pensate che questo ci renderà persone soddisfatte e felici? No, non è così. È un lavoro duro essere altro da ciò che si è -più duro che essere se stessi superando i limiti e le paure allo scopo di essere veri- è difficile fingere certezze che non si hanno, è impossibile fare finta di essere felici quando non lo si è, crea insoddisfazioni e confusione raggiungere dei risultati che non appartengono alla persona vera che si è.

Se si dimentica chi si è e si smette di lavorare sul vero se stessi per migliorarsi e accrescere le proprie possibilità, ci si sta chiudendo in una prigione gettando via la chiave; ci si sta esponendo al ridicolo senza essere degni del proprio stesso perdono.

Qualche volta ciò di cui abbiamo davvero bisogno è ciò che siamo realmente, ma che abbiamo dimenticato di essere.

 

 

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