Choose which side to be

There is always a side to be chosen, we cannot or shouldn’t avoid to make a choice, to take a part, to be a part of our life… yes! Our life, because whatever is occurring or happens to others is something which concerns us firsthand.

We don’t live anymore in a world separated; our story is no more the history of fightings and battles to establish borders and frontiers, or it shouldn’t, because this would confine us in a narrow-minded world where freedom, liberty and free thought have no more a meaning neither a content. The separations we want to imagine and we want to hold onto defend ourselves from ourselves; they are the divisions between mind and interests, the divisions we want to believe in the hope not to be involved in terms of responsibility in the process of liberation of humanity.

To set yourself free from this kind of separations is an involving task; one that does not compel you to renounce to the illusion of your superiority, but that also reminds you of your past signed by segregation, wars, pains, solitude. You are not obliged to choose one part instead of another, but you are to make a choice unless you don’t want to be swept by the unstoppable stream which is requiring you to wake up and move and take your own decision. Whatever it will be, don’t forget that it will impinge upon your future, your meaning, the sense you give your being and existing.

Of course, also indifference is a choice, but we should not forget to consider the consequences of such important choices as the ones we have been called at during these days. Indifference, egoisms, a colonialist status of mind produce conflicts none will never win because never, NEVER, we will be able to stop the free thought and the determination of the few who see in sharing the only opportunity every human being has to live fully the meaning of existence… Never it will be allowed to I hope!

 

C’è sempre una parte da scegliere, non possiamo o non dovremmo evitare di fare delle scelte, di prendere parte, di essere parte della nostra vita… Sì! La nostra vita, perché qualsiasi cosa si stia verificando o accada agli altri è qualcosa che ci riguarda in prima persona.

Non viviamo più in un mondo separato; la nostra storia non è più la storia di combattimenti e battaglie per stabilire confini e frontiere, o non dovrebbe, perché ci confinerebbe in un mondo dalla mente ristretta dove la libertà personale, la libertà di diritto, e il pensiero libero non hanno più un significato né un contenuto. Le separazioni  che vogliamo immaginare e alle quali vogliamo aggrapparci difendono noi stessi da noi stessi; esse sono le divisioni tra il pensiero e gli interessi, le divisioni nelle quali vogliamo credere nella speranza di non restare coinvolti in termini di responsabilità nel processo di liberazione dell’umanità.

Rendersi liberi da questo tipo di separazione è un compito molto coinvolgente; un compito che non costringe a rinunciare all’illusione della superiorità, ma che riporta alla memoria anche il nostro passato di segregazione, guerre, dolore, solitudine. Non si è obbligati a scegliere una parte invece dell’altra, ma si deve fare una scelta a meno che non si voglia essere travolti dall’inarrestabile corrente che richiede di svegliarsi e muoversi e prendere una decisione. Qualunque essa sia, non bisogna dimenticare che essa condizionerà il futuro, il significato, il senso che si vuole dare al proprio essere ed esistere.

Ovvio, anche l’indifferenza è una scelta, ma non si deve dimenticare le conseguenze di scelte così importanti come quelle cui siamo chiamati in questi giorni. l’indifferenza, l’egoismo, uno status mentale da colonialisti producono conflitti che non potranno mai essere vinti barche mai, MAI, si sarà in grado di fermare il pensiero libero e la determinazione di quei pochi che vedono nella condivisione l’unica opportunità che ogni essere umano ha di vivere pienamente il significato dell’esistenza… e mai sarà consentito, spero!

 

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