‘God Help the Child’, and the adults too in order to remember to be adult

There are novels whose language tells the secret untold story between the lines. ‘God Help the Child’ is undoubtedly one of these. With her language clear and direct, Toni Morrison tells us about the unknown feelings of the protagonists, but also the never expressed ones of the readers. I

t is not the kind of story you can read without being intimately overwhelmed because it speaks of children, of discrimination (internal and external), of the scars forever visibile in the heart of those who are not recognized for their dignity, for their being.

There is a precise involvement when growing children, because what we do or don’t do is a permanent sign in their life. If we miss our role of adults, if we abandon our seat es educators, we are losing our own meaning while betraying our promise to them.

It is also a novel that trough the suffering and the laconic pain of children describes and figures out an opportunity to redeem our mistakes in the patience and resilience of the youth who are able to overcome their own desperation in order to help other children who could find themselves in the terrible situation others have lived before.

You can redeem yourselves from suffering and become positive models for the new children so they could live freely their innocence. This is the commitment, the disenchantment, the power of courage to set ourselves free at last while building the hopeful future for the new ones.

 

Ci sono romanzi il cui linguaggio racconta tra le righe la storia segreta e non detta. “Prima i bambini” è indubbiamente uno di questi libri. Con il suo linguaggio chiaro e diretto, Toni Morrison  ci racconta i sentimenti sconosciuti dei protagonisti, ma quelli mai espressi dai lettori.

Non è il tipo di storia  che si possa leggere senza esserne intimamente coinvolti perché parla di bambini, di discriminazioni (interne ed esterne), di cicatrici visibili per sempre sul cuore di chi non è riconosciuto per la sua dignità, per la sua essenza.

C’è un impegno preciso quando si crescono dei bambini, perché ciò che facciamo o non facciamo è un segno permanente nelle loro vite. Se veniamo a mancare nel nostro ruolo di adulti, se abbandoniamo il nostro posto di educatori, stiamo perdendo il nostro significato mentre tradiamo la promessa che abbiamo fatto loro.

È anche un romanzo che, attraverso la sofferenza e il dolore laconico dei bambini,  descrive e rappresenta un’opportunità per riscattarsi dai propri errori grazie alla pazienza e resilienza  dei giovani che sono capaci di vincere la loro stessa disperazione allo scopo di aiutare altri bambini che possono trovarsi nella terribile situazione che loro hanno vissuto in precedenza.

Ci si può riscattare dalla sofferenza e diventare modelli positivi per i nuovi bambini affinché questi possano vivere liberamente la propria innocenza. Questo è l’impegno, il disincanto, il potere del coraggio di rendere se stessi liberi finalmente mentre si costruisce un futuro ricco di speranza per i nuovi arrivati.

 

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