Children

I can’t stop thinking about children. I can’t stop thinking about children’s stolen innocence. I can’t stop thinking about children’s questioning look.

I ask myself if they understand we are denying them to live free, to know and experience their story. I ask myself to which point of resistance can we lead them before realizing we are destroying them, those we should love the most.

There are no differences among the children. A child is a child in spite of his religion, culture, color of the skin, sex, handicap… the more and more you can put.

A child is a child and he/she is so totally free to trust in us though we are betraying them. No one dare to forget children, no one dare to judge their short lives, no one dare to criticize they awareness or not related to what is occurring to them. No one dare… unless to declare their being guilty of the evidence: we are raping them of life and hope.

Look at them when they raise their arms to be kept and protected. Look at their eyes, wide, deep, while they’re trying to read the welcoming they need in our expression… then, look at yourself in the mirror of your soul and tell yourself if you have been worth of such a free and unreserved love.

 

Non riesco a smettere di pensare ai bambini. Non riesco a smettere di pensare all’innocenza rubata ai bambini. Non riesco a smettere di pensare allo sguardo interrogativo dei bambini.

Mi chiedo se capiscono che gli stiamo vietando di vivere liberi, di conoscere e sperimentare la loro storia. Mi chiedo a che punto di resistenza possiamo condurli prima di comprendere che li stiamo distruggendo, loro, che sono coloro che dovremmo amare di più.

Non ci sono differenze tra i bambini. Un bambino è un bambino nonostante la sua religione, la sua cultura, il colore della sua pelle, il sesso, qualche handicap… chi più ne ha più ne metta.

Un bambino è un bambino ed è così totalmente libero da affidarsi a noi  sebbene noi lo stiamo tradendo. Nessuno osi dimenticare i bambini, nessuno osi giudicare la loro breve vita, nessuno osi criticare la loro consapevolezza meno rispetto a ciò che gli sta accadendo. Nessuno osi… a meno di dichiarare di essere colpevoli dell’evidenza: li stiamo depredando della vita e della speranza.

Guardateli quando alzano le braccia per essere afferrati e protetti. Guardate i loro occhi, grandi, profondi, mentre cercano di leggere il benvenuto di cui hanno bisogno nella nostra espressione… poi, guardate a voi stessi riflessi nello specchio della vostra anima e dite se siete stati degni di un amore così libero e incondizionato.

 

 

 

 

 

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