The silence of the lambs, a metaphor of the modern massified societies

The silence of the lambs (the innocent ones) is not only the title of a very beautiful movie, but the constant attitude of the innocents.

It is a kind of silence which screams trying to be seen and heard but uselessly. It is not a silent silence, but one which consists of a painful solitude as a consequence of the guilty indifference of those who don’t want to think to anything else than themselves.

It is a kind of silence which show the guilty as the guilt, but no one wants to perceive this accusation and this demand, no one wants to answer to this complain, no one wants to fulfill of sense the emptiness.

The silence of the innocents becomes a metaphor or the modern massified societies. It is a silence which breaks, but does not interrupt the indifference. It’s a silence which calls but does not obtain any feedback. It’s a noisy silence, but it is pulled back and despised by those things we suppose to be or disguise to be important, more important than innocence.

We are afraid of innocence because it reminds to us what we should have been but we failed to be. We confound innocence with weakness and refuse to admit the need we have for others, we suppose we have to ourselves and forget that none has a meaning without others’ existing and  being.

We close the world out, but probably we are closing out ourselves.

 

Il silenzio degli innocenti non è soltanto il titolo di un film molto bello, ma è l’atteggiamento costante degli innocenti.

È un tipo di silenzio che urla cercando di essere visto e sentito, ma inutilmente. Non è un silenzio silenzioso, ma uno che consiste di dolorosa solitudine come conseguenza della colpevole indifferenza di quelli che non vogliono pensare a niente altro che a se stessi.

È un tipo di silenzio che indica la colpa come il colpevole, ma nessuno vuole percepire questa accusa e questa richiesta, nessuno vuole rispondere a questo lamento, nessuno vuole riempire di senso il vuoto.

Il silenzio degli innocenti diventa metafora delle moderne società massificate. È un silenzio che rompe, ma non interrompe l’indifferenza. È un silenzio che che chiama ma non ottiene riscontro. È un silenzio rumoroso, ma è spinto in fondo e disprezzato da quelli che suppongono, o fanno finta, di essere importanti, più importanti dell’innocenza.

Abbiamo paura dell’innocenza perché essa ci ricorda cosa avremmo dovuto essere ma non siamo riusciti a essere. Confondiamo l’innocenza con la debolezza e rifiutiamo di ammettere il bisogno che abbiamo degli altri, supponiamo di bastare a noi stessi e dimentichiamo che nessuno ha significato senza l’esistere e l’esserci dell’altro.

Chiudiamo il mondo fuori, ma forse stiamo chiudendo fuori noi stessi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...