Welcoming people with the heart

Sometimes, very often, we are confused and divided between two very different visions. On one side we want to be human with everything this means in terms of personal involvement and responsibility, including the renounce to our individual interests and small or large egoisms; on the other side we want to safeguard ourselves from the others and their difference more than protect the right to live which, anyway, belongs to everyone.

It seems we are playing the tug of the rope in such a way to show anybody’s discontent. We want to win, but we don’t like to exhibit our real intentions not to be judged; we don’t want to give a step in relation to our position, but we don’t want to be interpreted as mere doers; we don’t want to result losers in this game which is looking even more like a battle, but we don’t want to declare the others as loser hoping they’ll do by themselves.

The question is: who are we fighting and why?

Are we really fighting in the name of justice, of human justice? Are we really trying to embrace other’s lives in the awareness they have our same rights as well as duties? Are we really looking forward to win a battle where no winner is a real conqueror?

I appeal to the courage of truth and dignity. I appeal to honesty, authenticity, integrity and love to welcome humanity in all its forms.

 

Talvolta, molto spesso, siamo confusi e divisi tra due differenti visioni. Da una parte, vogliamo essere umani con tutto ciò che questo significa in termini di coinvolgimento e responsabilità personale, inclusa la rinuncia agli interessi individuali e agli egoismi piccoli o grandi; dall’altra parte, vogliamo salvaguardarci dagli altri e dalla loro differenza più che proteggere il diritto alla vita che, in ogni caso, appartiene a tutti.

Sembra come se stessimo giocando al tiro alla fune in un modo tale che tutti restano scontenti. Vogliamo vincere, ma non vogliamo esibire le nostre reali intenzioni per non essere giudicati; non vogliamo cedere di un passo in relazione alla nostra posizione, ma non vogliamo essere considerati semplici prevaricatori; non vogliamo risultare i perdenti in questo gioco che assomiglia sempre di più a una battaglia, ma non vogliamo dichiarare perdenti gli altri sperando che lo facciano da soli.

La domanda è: chi stiamo combattendo e perché?

Stiamo davvero lottando in nome della giustizia, della giustizia umana? Stiamo davvero provando ad abbracciare la vita degli altri consapevoli che essi hanno gli stessi nostri diritti come anche i doveri? Siamo davvero ansiosi di vincere una battaglia nella quale nessun vincitore è un vero conquistatore?

Mi appello al coraggio della verità e della dignità. Mi appello all’onestà, all’autenticità, all’integrità e all’amore per dare il benvenuto all’umanità in ogni sua forma.

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