Over borders over frontiers…

Borders are geographical signs used to describe lands and country; frontiers are the political division used to divide a country from another to easily over it. They both are conventions created by men to define something respect to something else, they have no origin in nature. If we use these two terms to discriminate the people we are making an inappropriate abuse of something which does not divide the people but the grounds and which is not a natural border but a conventional one used to simplify the description and definition of Earth.

In the age of globalization we should have forgotten such borders for the people, while assuming that no border no frontier can be used to separate humanly and morally a nation from another, a person from another.

The Universal Declaration of Human Rights breaks off all the mental and physical constrictions and the delay which put limitations to the human freedom moving from a country to another; it defines wrong any discrimination because of race, culture, religion, sex; it opposes to any form of violence and torture; it reduces any convention to what it is: a formality, an appearance, not the content and the basic sense and feeling of human relationships. Yet, it seems we don’t want to remember and study this fundamental Chart, we have hidden from our sight the Universal Declaration of Human Rights. We have forgot it.

Humanity should win over conventions, it should be the basis for the present and future human, political, economical and whatsoever relationships among the country and the states. But we have forgot.

We are using globalization only as the conventional market relationship among the populations. What was a convention has become a system, what was a definition has become a religion… There is no more space for human relationships which are considered a small and useless detail.

We are wrapping ourselves in a dangerous spiral which will kill our freedom and we will have no tear while facing the death which is going to grasp us.

 

I confini sono segni geografici usati per descrivere territori e paesi; le frontiere sono la divisione politica usata per dividere un paese dall’altro per governarlo facilmente. Sono entrambe convenzioni create dagli uomini per definire qualcosa rispetto a qualcos’altro, non hanno origine naturale. Se usiamo quest due termini per discriminare le persone stiamo facendo un abuso inappropriato di qualcosa che non divide le persone ma i territori e che non è un confine naturale, ma uno convenzionale usato per semplificare la descrizione e la definizione della Terra.

Nel tempo della globalizzazione, avremmo dovuto dimenticare tali confini per le persone, dando per dato di fatto che nessun confine o frontiera può separare umanamente e moralmente una nazione dall’altra, una persona dall’altra.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani rompe tutte le costrizioni e gli indugi mentali e fisici che mettono dei limiti alla libertà dell’uomo di muoversi da un paese all’altro; essa definisce sbagliata ogni discriminazione a causa della razza, della cultura, della religione, del sesso; si oppone a ogni forma di violenza e tortura; essa riduce ogni convenzione a ciò che è: una formalità, un’apparenza, non un contenuto o il sentimento e il senso basilare delle relazioni umane. Eppure, sembra che non vogliamo ricordare e studiare questa Carta fondamentale, abbiamo celato alla nostra vista la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. L’abbiamo dimenticata.

L’umanità dovrebbe sconfiggere le convenzioni, essa dovrebbe essere la base per il presente e il futuro di ogni relazione umana, politica, economica o di qualsiasi altro genere tra i paese e gli stati. Ma noi lo abbiamo dimenticato.

Stiamo usando la globalizzazione solo come una convenzionale relazione di mercato tra i popoli. Ciò che era una convenzione è diventato un sistema, ciò che era una definizione è diventato una religione… Non c’è più spazio per le relazioni umane che sono considerate un piccolo e inutile dettaglio.

Ci stiamo avvolgendo in una pericolosa spirale che ucciderà la nostra libertà e non avremo lacrime da versare mentre affronteremo la morte che ci afferrerà.

 

 

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