‘Don’t Climb Over That Wall/Non scavalcare quel muro’ (Nulla Die), to stop denying what we don’t want to see.

The book I want to tell you about today is my book, but not to advertise it or myself. The reasons why I want to propose it are essentially two: first, we usually prefer reading stories which comfort us, delight us without involving us -and my book does not!- the it is a provocation; second, because this story tells us about a true story which does not concern only the main protagonists, but show the spiral of violence which puts in chain the life of the protagonists as well as that of the many untold or unseen victims… the children.

‘Don’t Climb Over That Wall’ is the story of a domestic violence, but it is also the story of the silence and/or the indifference which puts the victims outside their own lives: the victims change in outcasts because of their precise will (due to fear or sense of guilty), or because of the loneliness in which they are abandoned by the most.

This novel tells a story which does not miss to question each of us about our own behavior or involvement in the story of the women who live just next to us but whose verbal or not-verbal denounces or invisible signs we are not able to realize.

It tells and describes the violence almost to recreate its images not only in your heart but in your entire being. The descriptions hug you to the point to crush you; you cannot set yourself free from them long after you have finished reading. However, never once vulgarity overcomes the narration, never once the violence described ends in itself.

It is the story of a resistance, almost to affirm that love is more important of everything and that ,though she cannot preserve it for herself, the woman-victim wants to try to let her sons know what love is in any case… or at least that love exists, love is a possibility.

‘Don’t Climb Over That Wall’ is an invitation to learn to discern, to learn to love, to learn to protect you from what tells to be love while is nothing but dirty and criminal violence.

It is a story of courage on the protagonists side as well as on me as a writer and the readers side. Don’t renounce to discover who you are or you could be when loving, don’t lose the opportunity to think about yourself and life.

Many more the things to say, many more those we all should.

 

Il libro di cui voglio parlarvi oggi è il mio, ma non per pubblicizzare lui o me stessa. I motivi per cui voglio proporlo sono essenzialmente due: primo, di solito preferiamo leggere storie che ci confortano, ci rallegrano senza coinvolgerci -e il mio libro non lo fa!- quindi è una provocazione; secondo, perché questa storia è vera e riguarda non solo i  protagonisti diretti, ma racconta della spirale di violenza che mette le catene alla vita dei protagonisti come anche a quella delle tante vittime di cui non si vede né si sa niente… i bambini.

“Non scavalcare quel muro” è la storia di una violenza  domestica, ma è anche la storia del silenzio e/o dell’indifferenza che pone le vittime fuori della loro stessa vita: le vittime diventano dei reietti per volontà propria (dovuta a paura o senso di colpa), o a causa della solitudine in cui sono abbandonate da i più.

Questo romanzo racconta una storia che non manca di interrogare ciascuno sul proprio comportamento o coinvolgimento nella storia delle donne che vivono proprio accanto a noi, ma le cui denunce o i segnali invisibili verbali e non-verbali non siamo capaci di comprendere.

Il romanzo racconta e descrive la violenza quasi a ricrearne le immagini non solo nel cuore ma in tutto il proprio essere. Le descrizioni abbracciano fino a stritolare; non ci si può più liberare di questa storia a lungo dopo averla letta. Eppure, neanche una volta la volgarità vince la narrazione, nemmeno una volta la violenza descritta è fine a se stessa.

È una storia di resistenza, quasi ad affermare che l’amore è la cosa più importante di tutte e che, sebbene non possa averlo per se stessa, la donna-vittima vuole cercare di fare in modo che almeno i propri figli possano conoscere l’amore… o possano almeno sapere che l’amore esiste, l’amore è una possibilità.

‘Non scavalcare quel muro’ è un invito a imparare a discernere, imparare ad amare, imparare a proteggersi da ciò che si presenta come amore ma non è altro che sporca e criminale violenza.

È una storia del coraggio dei protagonisti, di me come scrittrice e dei lettori. Non rinunciate a scoprire chi siete o chi potreste essere quando amate, non perdete l’opportunità di riflettere su voi stessi e sulla vita.

Moltissime ancora le cose da dire, molte di più quelle che tutti dovremmo dire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...