“La bellezza (non) ci salverà” un dialogo sulla bellezza e il senso

Ágnes Heller e Zygmunt Bauman discuss about the well known utterance by Dostoevskij where he affirms that ‘Beauty will save the world’. The two great thinkers deny this possibility in the modern world where beauty is confused with appearance and the love for beauty with a strict narrow minded thought declined only on our own egoism and egotism.

The very small book, which includes an interesting introduction of Riccardo Mazzeo, is immense because of the intensity of the speaking voices.

The main question we should ask ourselves with the authors of this book is about the concept of beauty: what do we mean by beauty? Is it an aesthetic performance or is it the research for an hidden secret which we don’t want to reveal for fear to be put apart by the massified voice of those who have made their vow to exteriority? Is beauty a projection in a utopian future or is it the dangerous risk of a distopic society where everything is represented for its worst? Is it even possibile to imagine a retrotopy, a vision which is permeated by a past where each one focuses his ideal sense?

Probably, the truth is that we cannot separate beauty from its contrary; in the same way, we cannot divide good from evil. Beauty will or will not save us in the measure in which we will gain awareness of our life and of the presence, at the same level, of other’s lives and will choose and act consequently for the good and the beauty of everybody.

 

Ágnes Heller e Zygmunt Bauman dialogano sulla nota frase di Dostoevskij che afferma “La bellezza salverà il mondo”. I due grandi pensatori negano questa possibilità ne mondo moderno dove la bellezza è confusa con l’apparire e l’amore per la bellezza con un pensiero molto chiuso e ristretto che si declina sul proprio egoismo ed egotismo.

Il libro, molto breve, che include un’interessante introduzione di Riccardo Mazzeo, è in realtà immenso per l’intensità delle voci dialoganti.

La domanda principale che dovremmo porti insieme agli autori di questo libro, è sul concetto di bellezza.: che cosa intendiamo per bellezza? È essa una rappresentazione estetica o è la ricerca di un segreto nascosto che non vogliamo rivelare per il timore di essere messi da parte dalla voce massificata di quelli che hanno fatto voto all’esteriorità? La bellezza è  forse la proiezione in una utopia futura o è il pericoloso rischio di una società dispotica dove ogni cosa è rappresentata al peggio? Si può persino immaginare una retrotopia, una visione che è permeata da un passato nel qualche ciascuno ha focalizzato il suo significato ideale?

Probabilmente, la verità è che non possiamo separar la bellezza dal suo contrario; nello stesso modo, non possiamo dividere il bene dal male. La bellezza ci salverà o non salverà nella misura in cui guadagneremo la consapevolezza della nostra vita e della presenza, allo stesso livello, della vita degli altri e sceglieremo e agiremo di conseguenza per il bene e il bello di tutti.

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2 pensieri su ““La bellezza (non) ci salverà” un dialogo sulla bellezza e il senso

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